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- "Il fuoco di Venezia" di Giovanni Montanaro (Feltrinelli) racconta oltre cinquant'anni d'amore fra una donna e un uomo, accomunati dalla stessa passione: fabbricare vetro. Siamo nella laguna veneziana, a Murano, patria del vetro soffiato, alla fine degli anni Sessanta. Elena gestisce la Fornace dell'Est ed è l'unica donna in questo ruolo, perché nella produzione del vetro per secoli alle donne era stata concessa solo la produzione di perle. Elena ha ereditato dal padre la fornace, ama profondamente il suo lavoro, è una donna tenace e nello stesso tempo creativa. Si presenta un giorno Tiziano, dieci anni più giovane di lei, che vuole diventare mastro vetraio. Fra mille difficoltà (Elena fra l'altro è sposata e all'epoca aveva un figlio) e in modo assolutamente altalenante, i due portano avanti questa relazione fatta di amore reciproco, ma soprattutto di passione professionale. Per entrambi la Fornace dell'Est è un luogo dell'anima ed un posto dove entrambi si sentono realizzati al cento per cento come persone e come professionisti. L'incontro fra queste due persone diverse per provenienza (lei è borghese e frequenta l'alta società veneziana, lui è del sestiere popolare di Castello, con il papà che si ammala di tumore per aver lavorato in fabbrica a Marghera) è decisivo per le loro vite. Tutto è raccontato da una voce narrante, la cui identità si scopre solo verso la fine del romanzo.
- Maggio 2006: arriva in libreria un libro che parla di criminalità organizzata a Napoli e dintorni. Quel libro si intitola "Gomorra" e l'ha scritto un giovane giornalista, Roberto Saviano, allora praticamente sconosciuto. Quel romanzo viene pubblicato da Mondadori in qualche migliaio di copie: vent'anni dopo "Gomorra" viene ripubblicato da Einaudi e nel frattempo ha venduto oltre due milioni e mezzo di copie in Italia, oltre dieci milioni nel mondo ed è stato tradotto in una cinquantina di Paesi. Un successo internazionale che ha segnato un cambio di vita profondissimo per il suo autore.
- "Non è un paese per single" di Felicia Kingsley e "Io sono Adele" di Csaba dalla Zorza
Un'autrice da 4 milioni di copie con oltre 20 libri: parliamo di Felicia Kingsley, pseudonimo di una scrittrice italiana considerata una delle massime esponenti del genere Romance, nell'accezione della commedia romantica. Sono suoi romanzi come "Matrimonio di convenienza", che era stato il suo esordio nel 2017, "Due cuori in affitto", "Ti aspetto a Central Park" e "Non è un paese per single" (tutti pubblicati da Newton Compton) uscito nel 2022, ma che ora è tornato alla ribalta in una nuova edizione, in seguito al film che ne è stato tratto con la regia di Laura Chiossone, disponibile su Prime Video. "Non è un paese per single" è una sorta la riscrittura di "Orgoglio e Pregiudizio" di Jane Austen, ma è ambientato in Toscana ai giorni nostri. Siamo a Belvedere in Chianti ed Elisa, madre single, si occupa della tenuta vitivinicola Le Giugiole. Alla morte del conte Ricasoli, arriva dall'Inghilterra l'erede, il nipote Charles, in compagnia dell'amico Michael Darcy, amici di infanzia che Elisa non vede da anni. Elisa teme di perdere il lavoro che ama (lei adora prendersi cura delle vigne e produrre vino), ma la storia d'amore ovviamente è dietro l'angolo.
Nella seconda parte parliamo del nuovo romanzo di Csaba dalla Zorza. Immaginate una donna con una vita di successo e che a 60 anni, però, decide di abbandonare Milano e trasferirsi in un paesino della Provenza per andare a servizio presso una famiglia benestante. Questa donna si chiama Adele Casagrande ed è la protagonista di "Io sono Adele" (Marsilio), secondo romanzo di Csaba dalla Zorza che aveva avuto un bel successo con il suo esordio "La Governante" dove già compariva il personaggio di Adele. Attraverso le attività manuali (lei ama lavare i piatti a mano) e il rapporto con gli oggetti, Adele riesce a ritrovare veramente se stessa. - "Atto di famiglia" di Alessandra Carati e "SchooLol" di Federico e Filippo Taddia
Un romanzo spiazzante sulla disgregazione di una coppia, ma soprattutto su una figlia contesa in una causa di separazione. In "Atto di famiglia" (Neri Pozza), Alessandra Carati (autrice di "E poi saremo salvi" e "Rosy") decide di raccontare la storia da tre punti di vista: il padre, la madre e la figlia con le conseguenze che lei si porta dentro con il passare del tempo. Il lettore o la lettrice empatizzano ora con uno, ora con l'altra, finendo per avvertire appunto questa sensazione di spaesamento, la sensazione che probabilmente hanno tutti ragione o hanno tutti torto. Un padre che si prende cura della figlia piccola perché la moglie lavora all'estero, la madre che si sente esclusa da questo rapporto intenso fra padre e figlia e che alla parola "separazione" minaccia di non fargli vedere più la bambina. Un uomo che sembra schiacciato dalle circostanze e una donna che si sente tradita dal marito e ha sete di risarcimento. Fra loro, però, c'è una bambina contesa che assiste anche a scene di violenza. Ma la memoria di tutti in questo romanzo è fallace: cosa è successo realmente in quella famiglia? Quanto lui o lei hanno manipolato la situazione? Quanto sono falsi ricordi dei personaggi adulti, ma anche della bambina poi cresciuta?
Nella seconda parte parliamo di un libro per i più piccoli, adatto a bambini e bambine dalla quarta elementare alle scuole medie. Si intitola "SchooLol" (Mondadori), praticamente una crasi fra School e LOL, l'acronimo inglese che significa "ridere ad alta voce", "ridere a crepapelle". Gli autori sono Federico Taddia, conduttore di Radio 24 che ha sempre uno sguardo molto attento sul mondo dei giovanissimi, e il fratello Filippo Taddia. Un libro che fa ridere e che nobilita il concetto della risata, partendo dall'idea che ridere è una cosa seria, esattamente come dice la professoressa di matematica. È lei che ha organizzato a scuola una competizione a squadre che devono combattere a suon di barzellette, colmi, e qualunque cosa scateni ilarità. Jack e i suoi amici, annoiati dalla scuola, prenderanno parte alla gara con grande divertimento per tutti. - Puntata speciale del Cacciatore di libri dedicata al Premio Strega, 80esima edizione, assegnato l'8 luglio a Roma. Ha vinto il romanzo "I convitati di pietra" di Michele Mari (Einaudi) con 190 preferenze. A votare una giuria di 800 persone, di cui 460 Amici della domenica, ossia personalità del mondo della cultura, 245 votanti dall'estero selezionati agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo, 30 voti collettivi di scuole, università e circoli di lettura, 65 voti di lettori forti. Al secondo posto, con 38 voti di distanza, "Platone. Una storia d'amore" di Matteo Nucci (Feltrinelli). A seguire "La sonnambula" di Bianca Pitzorno (Bompiani), "Lo sbilico" di Alcide Pierantozzi (Einaudi), "Donnaregina" di Teresa Ciabatti (Mondadori), infine "Vedove di Camus" di Elena Rui (L'orma editore).
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About Il cacciatore di libri
Un’inviata virtuale in libreria per scoprire le ultime novità del mercato editoriale. In ogni puntata due interviste dal vivo a scrittrici e scrittori, italiani e stranieri, per parlare dei romanzi: dai personaggi ai temi, dalle trame ai retroscena della scrittura. Con uno stile informale Alessandra Tedesco racconta i romanzi e talvolta anche gli aspetti inediti degli autori. Un modo per orientarsi nella vasta produzione editoriale e scegliere il libro adatto a sé.
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